Nostalgia e utopia

Perché tutte le volte che ridanno Don Camillo in tv mi ritrovo sul divano a guardarlo dicendo “tanto non c’è nient’altro”? In realtà la mia coscienza sa benissimo quanto sono contenta di rimanere incollata davanti a quel bianco e nero che fa sembrare giorno anche la notte, a quelle battute a cui continuo a ridere tutte le volte, con la memoria che già le recita con qualche secondo di anticipo. Questa volta però la mia coscienza ha risvegliato in me altri sentimenti: il ricordo di quando guardavo questi film con mio padre, che recitava le battute con lo stesso accento emiliano, anche se lui emiliano non era; la consapevolezza che quei giorni sono finiti, intendo sia quelli della mia infanzia, sia quelli del film; la tristezza nel vedere quanto si stava meglio quando si stava peggio. Sì perché questi film vengono sempre citati come lo specchio di quei tempi, quando la gente non aveva nulla, quando i poveri erano davvero poveri, quando si andava a letto con le galline, quando il freddo era pungente e la siccità o le alluvioni una vera catastrofe, quando la scuola era un lusso, quando i maschi erano contadini e le femmine maestre, quando l’uomo portava i pantaloni ma era la donna a prendere le decisioni (citazione da Woody Allen!). Io credo però che quei tempi fossero quelli della gente che aveva tanto: aveva il rispetto per il prossimo, anche quando aveva convinzioni differenti, aveva la generosità di dividere quel che aveva con gli altri, aveva la spontaneità nell’ignoranza, aveva la gioia di scoprire cose nuove, aveva ancora speranza nel progresso, insomma ne aveva passate talmente tante che non poteva che credere in qualcosa di migliore. Quando riguardo Don Camillo, penso a quanto sarebbe bello che ancora oggi ci fosse tutto questo: rispetto, gioia, speranza. Riusciremo mai a vedere due acerrimi nemici finire la loro battaglia con una gara in bicicletta?

 

Nostalgia e utopiaultima modifica: 2007-10-21T15:50:00+02:00da leyla_33
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